Cheddar: un formaggio iconico e versatile nella cucina americana

Il formaggio cheddar, dal sapore inconfondibile, è un ingrediente iconico prevalentemente conosciuto per il suo intenso colore che varia dal giallo chiaro all’arancione più scuro e, soprattutto, per l’intenso utilizzo che la cucina americana ne fa per insaporire moltissime pietanze e cibi di strada.
Nonostante si sia portati a pensare che il cheddar sia un formaggio americano, la sua storia attesta che le primissime tracce del suo utilizzo affondano le radici nell’Inghilterra del XII secolo, quando i contadini del Somerset lo lavoravano a mano per destinarlo alle fattorie o ai produttori limitrofi.
Tuttavia, col passare degli anni, questo formaggio è diventato estremamente popolare e particolarmente apprezzato dai monarchi inglesi, prima di essere esportato al di là dell’Oceano Atlantico per essere prodotto anche a livello industriale.
Oggi, il cheddar è certamente un ingrediente immancabile nella cucina americana grazie alla sua versatilità; ma quali sono le sue caratteristiche e che dire dei suoi usi più comuni?
Tuffiamoci nella scoperta del cheddar in questo breve ma interessante articolo!

Le caratteristiche organolettiche del cheddar

Innanzitutto, è opportuno descrivere quelle che sono le principali peculiarità che il cheddar possiede a livello organolettico.
Si tratta di un formaggio a pasta dura o semidura che varia il suo colore a seconda del periodo dell’anno nel quale viene prodotto e dalle consuetudini di pascolo delle mucche.
Anticamente, infatti, i maggiori produttori di cheddar erano soliti aggiungere i semi di annatto alla ricetta originale, coloranti naturali usati anche dagli Aztechi, in modo tale da donare al formaggio un colore brillante e sgargiante.
La stagionatura del cheddar va dai 6 mesi ai 2 anni ed è in grado di condizionare il suo sapore: esso, infatti, diviene sempre più intenso e arancione all’aumentare dei mesi di stagionatura, a differenza del cheddar più delicato e giovane che possiede un gusto decisamente più dolce che ricorda quello del burro.
Oltre a ciò, il cheddar stagionato vanta una struttura interna più dura e compatta e il suo sapore, con l’avvicinarsi dei 20 mesi di stagionatura, assume dei contorni piccanti.
Che dire della forma?

Forma e conservazione del cheddar

Il cheddar è generalmente cilindrico, con un peso estremamente variabile che spazia dai 4 ai 6 kg, fino ad un massimo di 60 kg; tuttavia, nella maggioranza dei casi, esso non viene venduto prima di essere tagliato per conservarlo sottovuoto, in modo da renderlo pronto per l’utilizzo in cucina.
La conservazione del cheddar deve avvenire in frigorifero, possibilmente avvolto in una pellicola trasparente che conservi le sue proprietà e la sua freschezza.

Le proprietà nutrizionali del cheddar

La composizione del cheddar vede una concentrazione maggiore di proteine e grassi a discapito di una quantità ridotta di carboidrati, sali minerali e vitamine.
Se prodotto utilizzando degli ingredienti alternativi al classico caglio animale, il cheddar si configura come un alimento perfettamente digeribile dai celiaci, mentre non è adatto a chi segue regimi alimentari basati su diete vegane o crudiste.
Inoltre, data la sua composizione molto grassa, il cheddar non è propriamente consigliato ai soggetti in sovrappeso e a chi soffre di ipertensione arteriosa o ipercolesterolemia.
Quali sono i più comuni utilizzi dell’iconico cheddar?

Gli usi del cheddar in cucina

Secondo alcuni dati, negli Stati Uniti il cheddar è il formaggio più venduto dopo la mozzarella, con un consumo medio di circa 4 kg pro capite all’anno.
Data la sua incredibile versatilità e il suo inconfondibile sapore, il cheddar viene utilizzato praticamente per preparare qualsiasi pietanza, che sia essa un primo, un secondo o, addirittura, un dolce.
Questo particolare formaggio, tuttavia, viene considerato l’ingrediente perfetto per preparare toast o panini e non può mai mancare nei classici cheeseburger.
Non solo, il cheddar è estremamente utilizzato anche come condimento delle carni grigliate o delle patatine: basti pensare a prodotti come le Pringles Cheddar, patatine insaporite col gusto del formaggio che dona ad esse un tocco ancor più intenso e sfizioso.
Nella cucina americana, inoltre, il cheddar può essere usato per spingere il sapore delle più tradizionali insalate o della pizza, lasciando che sostituisca la mozzarella.
Il classico Mac N’Cheese, ossia il piatto di maccheroni al formaggio tipicamente statunitense, viene condito con il cheddar che, abbinato alla pasta, regala un sapore deciso e assolutamente intrigante.
Spostandosi verso il Sud America, il cheddar trova impiego in moltissimi dei piatti legati allo street food, come i burritos, i tacos, i nachos o le tortillas, tutti tipicamente serviti con una salsa al cheddar che ne esalta il sapore e che viene altresì utilizzata come intingolo per snack americani fritti come gli anelli di cipolla, i nuggets o le alette di pollo.

Insomma, il cheddar rimane e rimarrà per sempre un formaggio iconico nella cucina americana.
Senza ombra di dubbio, esso continuerà ad insaporire le pietanze d’Oltreoceano regalando dei sapori unici e inconfondibili che vale la pena di provare almeno una volta nella vita!

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